Il Rapporto Annuale 2025 dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia offre una fotografia particolarmente significativa dell’evoluzione del sistema antiriciclaggio nazionale.
Nel 2025 le segnalazioni di operazioni sospette sono tornate a crescere, dopo le riduzioni registrate nei due anni precedenti. Le SOS ricevute dalla UIF sono state 162.059, con un incremento dell’11,5% rispetto al 2024.
L’aumento è collegato soprattutto alle segnalazioni riferibili a truffe e frodi informatiche, anche per effetto del contributo di intermediari di recente iscrizione specializzati nell’operatività online. Il dato conferma come la trasformazione digitale dei servizi finanziari stia modificando profondamente le modalità di emersione del rischio di riciclaggio.
Il peso crescente dei canali digitali
Il Rapporto UIF evidenzia che l’innovazione finanziaria e tecnologica ha ampliato la scala e la complessità delle attività criminali. Criptoattività, IBAN virtuali, carte virtuali, ATM non bancari, piattaforme FinTech e strumenti di comunicazione digitale rendono più articolata la ricostruzione dei flussi e più difficile l’individuazione dei soggetti coinvolti.
Le segnalazioni riconducibili a condotte fraudolente hanno riguardato circa 31.600 SOS, poco meno di un quinto del flusso segnaletico complessivo. Si tratta di fenomeni spesso caratterizzati da rapidità di movimentazione dei fondi, transnazionalità, utilizzo di rapporti intestati a soggetti interposti e possibile conversione delle disponibilità in criptoattività.
Particolare attenzione è dedicata anche alle stablecoin, alla finanza decentralizzata e agli strumenti che accrescono l’opacità delle transazioni. La UIF segnala che tali strumenti possono ridurre la necessità di convertire i flussi illeciti in valute ufficiali, modificando gli schemi tradizionali di riciclaggio.
Soggetti obbligati, qualità delle segnalazioni e nuove istruzioni UIF
Il Rapporto conferma il ruolo centrale di banche e Poste, da cui proviene la quota più rilevante delle segnalazioni. Nel 2025 questa categoria ha registrato un incremento del 26,8%, rappresentando il 58,4% del totale.
Risulta particolarmente marcata anche la crescita delle segnalazioni provenienti dagli operatori non finanziari, soprattutto dai soggetti attivi nel commercio dell’oro e nella fabbricazione o commercio di oggetti preziosi, nonché dagli operatori in valuta virtuale.
Accanto all’aumento dei flussi, il Rapporto richiama con forza il tema della qualità della collaborazione attiva. L’utilizzo di soluzioni tecnologiche avanzate per l’individuazione delle operazioni sospette può migliorare la capacità di intercettare anomalie, ma presenta criticità quando non è adeguatamente presidiato.
La UIF segnala infatti il rischio di un impiego acritico dei modelli automatici, inclusi quelli basati sull’intelligenza artificiale. In alcuni casi sono state riscontrate informazioni parziali, ripetute o non coerenti con i fatti esposti. Per questo motivo il presidio umano, la valutazione professionale e la visione integrata dell’operatività restano elementi essenziali del processo segnaletico.
In questo contesto assumono particolare rilievo le nuove istruzioni UIF per la rilevazione e la segnalazione delle operazioni sospette, pubblicate a dicembre 2025 ed efficaci dal 1° luglio 2026. Le istruzioni mirano a supportare i destinatari nell’adempimento degli obblighi segnaletici e a migliorare la qualità delle segnalazioni, con attenzione a tempestività, completezza, riservatezza e processo valutativo alla base del sospetto.
Evasione fiscale, fondi pubblici, corruzione e criminalità organizzata
Tra le principali aree di rischio, il Rapporto conferma il rilievo delle segnalazioni riconducibili al riciclaggio di proventi derivanti da ipotesi di illeciti fiscali, pari a circa il 20% del totale.
Le casistiche analizzate mostrano schemi sempre più complessi, spesso basati sull’impiego di infrastrutture finanziarie transnazionali, piattaforme FinTech, IBAN virtuali e circuiti specializzati di professional money laundering.
Rilevanti sono anche i profili connessi all’abuso di fondi pubblici, agli appalti, alle agevolazioni e ai fenomeni corruttivi. La UIF richiama l’attenzione sui rischi di riciclaggio collegati a finanziamenti assistiti da garanzia pubblica, contributi, grandi infrastrutture e flussi destinati o provenienti da conti esteri.
Le segnalazioni strettamente connesse a contesti di criminalità organizzata rappresentano circa il 13,8% del totale. Il Rapporto evidenzia inoltre il rischio di infiltrazione criminale nelle imprese in condizioni di fragilità finanziaria, soprattutto in presenza di restrizioni creditizie e deterioramento del merito creditizio.
Contante, oro e flussi informativi
Nel 2025 è proseguita la moderata contrazione del numero e dell’importo complessivo delle operazioni in contanti. Le comunicazioni oggettive hanno riguardato 44,6 milioni di operazioni, per un valore complessivo pari a 234,7 miliardi di euro.
Parallelamente, le dichiarazioni relative alle operazioni in oro hanno registrato un incremento significativo in valore. Le dichiarazioni a consuntivo hanno raggiunto 45,5 miliardi di euro, anche per effetto dell’aumento del prezzo medio dell’oro e dell’abbassamento della soglia dichiarativa a 10.000 euro.
Questi dati confermano che, accanto ai nuovi rischi digitali, permangono vulnerabilità più tradizionali legate al contante, ai beni di valore e alla tracciabilità delle operazioni.
AML Package, AMLA e nuova governance europea
Il Rapporto UIF colloca l’evoluzione dei rischi in un quadro normativo europeo in forte trasformazione.
Nel corso del 2025 è stato completato l’assetto istituzionale dell’AMLA, la nuova Autorità europea antiriciclaggio. In Italia, l’art. 14 della Legge n. 91/2025 ha delegato il Governo al riordino della disciplina nazionale in materia AML/CFT, al fine di assicurare l’adeguamento all’AMLR, all’AMLAR e il recepimento dell’AMLD6.
Si apre quindi una fase di aggiornamento del sistema nazionale antiriciclaggio, con impatti rilevanti per soggetti obbligati, intermediari, professionisti, operatori non finanziari e Pubbliche Amministrazioni.
Una compliance sempre più integrata
Il Rapporto UIF 2025 conferma che la prevenzione del riciclaggio non può essere ridotta alla mera trasmissione di una segnalazione.
La qualità dei dati, la tempestività dell’analisi, la tracciabilità dei processi, la formazione delle funzioni coinvolte, l’adeguata verifica, il controllo costante e il presidio delle tecnologie sono ormai componenti essenziali di un sistema AML/CFT efficace.
Per banche, intermediari, professionisti, operatori non finanziari e imprese esposte a rischi di compliance, il nuovo scenario richiede un approccio più integrato: non solo adempimento, ma capacità di leggere i rischi, governare i processi e documentare le valutazioni.
In questa prospettiva, l’antiriciclaggio diventa sempre più un presidio organizzativo, tecnologico e strategico per la tutela dell’integrità del sistema economico.



